
Come recuperare gli esoneri INPS non goduti degli ultimi 5 anni
Come recuperare gli esoneri INPS non goduti degli ultimi 5 anni Ogni anno, generalmente nella Legge di Bilancio, vengono stabiliti gli esoneri contributivi di cui
Per accedere agli sgravi contributivi, le aziende devono rispettare una serie di requisiti, tra i quali assume particolare rilievo la regolarità contributiva, attestata dal DURC.
Si ritiene spesso che tale requisito sia soddisfatto con il semplice versamento dei contributi dovuti. In realtà, il pagamento, pur essendo indispensabile, non è sufficiente: la regolarità contributiva presuppone anche il corretto e tempestivo adempimento degli obblighi dichiarativi, a partire dalla trasmissione dei flussi UniEmens.
Questo è quanto emerge dall’ordinanza n. 21362 del 23 giugno 2026 della Corte di Cassazione, che ha affrontato il caso di un datore di lavoro che pur avendo regolarmente versato i contributi, non aveva trasmesso nei termini alcuni flussi UniEmens.
Secondo la Corte, l’omessa o tardiva trasmissione delle denunce mensili non costituisce una mera irregolarità formale, poichè impedisce all’INPS di verificare la regolarità contributiva dell’azienda.
I flussi Uniemens sono le comunicazioni mensili con cui i datori di lavoro trasmettono all’INPS i dati retributivi e contributivi relativi ai lavoratori dipendenti.
Attraverso questi documenti, l’Istituto è in grado di verificare l’ammontare della contribuzione dovuta e di confrontarla con i versamenti effettivamente eseguiti. Per tale ragione, la corretta e tempestiva trasmissione delle denunce costituisce un elemento essenziale del sistema di controllo della regolarità contributiva.
In altri termini, anche quando i contributi risultano regolarmente versati, l’omessa o tardiva trasmissione della denuncia può impedire all’INPS di ricostruire correttamente la posizione contributiva dell’azienda.
Il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) è il documento che attesta la regolarità dell’impresa nei confronti di INPS, INAIL e, nei casi previsti, Casse Edili. Il Decreto Ministeriale del 30/01/15 ha previsto che la verifica della regolarità contributiva avvenga in modalità telematica e in tempo reale, tramite il sistema DURC online. Ciò presuppone una posizione aziendale completa anche sotto il profilo dichiarativo.
È proprio questo il passaggio centrale chiarito dalla Cassazione: prima di questa ordinanza, che ha accolto il ricorso dell’INPS, l’omessa o tardiva comunicazione veniva considerata puramente un’irregolarità formale. Tale orientamento era stato condiviso sia dal Tribunale di Milano sia dalla Corte d’Appello di Milano, che avevano richiamato, a fondamento della propria decisione, i precedenti della stessa Corte del 2021, in particolare le sentenze nn. 1158 e 1465.
Oggi, invece, tale omissione può assumere rilevanza sostanziale e incidere sul rilascio del DURC. L’ente previdenziale, infatti, può rilevare l’irregolarità nel momento in cui accerta il mancato invio dei flussi UniEmens.
Quando il DURC risulta irregolare, l’azienda può perdere l’accesso ai benefici contributivi subordinati alla regolarità contributiva. Il rischio, quindi, non riguarda soltanto la possibilità di richiedere nuovi sgravi, ma anche la conservazione di quelli già fruiti.
La questione assume particolare rilievo per le imprese che utilizzano incentivi legati alle assunzioni, trasformazioni contrattuali o specifiche categorie di lavoratori. In tali ipotesi, un’irregolarità dichiarativa può determinare rilevanti conseguenze economiche, anche qualora il datore di lavoro ritenga di aver adempiuto ai propri obblighi per aver effettuato regolarmente i versamenti contributivi.
In quest’ottica, anche la regolarizzazione assume un aspetto completamente diverso. In caso di irregolarità, il sistema prevede che l’ente previdenziale inviti l’azienda a sanare la posizione entro 15 giorni. Il DM 30 gennaio 2015 disciplina proprio questo passaggio, stabilendo il termine entro cui il datore di lavoro deve intervenire per regolarizzare o fornire gli elementi necessari.
La perdita degli sgravi, quindi, non dipende necessariamente dal semplice ritardo iniziale. Diventa però concreta quando l’azienda non risponde all’invito o non regolarizza la posizione entro il termine previsto.
Per non compromettere il diritto alle agevolazioni, le aziende devono pertanto assicurare il puntuale adempimento degli obblighi periodici.
Ciò vale, a maggior ragione, per le imprese caratterizzate da una gestione del personale particolarmente complessa, da un elevato turnover o dalla contemporanea fruizione di più agevolazioni contributive. In tali ipotesi, un controllo preventivo della posizione aziendale assume un ruolo essenziale per intercettare tempestivamente eventuali irregolarità, evitando che emergano soltanto in una fase successiva, quando l’INPS abbia già avviato il procedimento di recupero dei benefici fruiti.

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