
Efficientare i costi per crescere: il management si confronta a Palazzo Bocconi
Efficientare i costi per crescere: il management si confronta a Palazzo Bocconi Lo scorso 6 maggio, nella prestigiosa cornice di Palazzo Bocconi a Milano, si
Nel corso delle verifiche contributive possono venire alla luce differenze tra quanto l’azienda ha dichiarato o versato e quanto l’INPS ritiene dovuto. Le cause possono essere diverse: possono riguardare errori nei flussi Uniemens, agevolazioni non riconosciute o pagamenti non correttamente registrati.
In presenza di tali discrepanze, l’INPS notifica un verbale di accertamento o un avviso di addebito. L’azienda, tuttavia, non è obbligata ad accettarlo passivamente, ma ha il diritto di attivare un processo di difesa. Gli strumenti principali per contestare l’operato dell’INPS sono l’istanza di riesame in autotutela e il ricorso amministrativo (o giurisdizionale).
La cosiddetta autotutela è lo strumento più rapido e informale a disposizione dell’azienda in caso di contenzioso contributivo con l’INPS.
L’istanza di riesame in autotutela consiste nella possibilità di chiedere all’INPS di rivedere e annullare o modificare il proprio atto (verbale, avviso, cartella esattoriale): tuttavia, può essere utilizzato solo in alcuni casi, ovvero quando c’è un errore palese o una svista facilmente dimostrabile.
L’autotutela è la via più consigliata quando si verificano le seguenti condizioni:
Per quanto riguarda la forma e il contenuto, non esiste un modello standard. È sufficiente inviare una comunicazione formale (PEC o raccomandata) indirizzata alla sede INPS che ha emesso l’atto o, in alternativa, presentare istanza telematica tramite cassetto previdenziale INPS.
La motivazione per cui si presenta l’istanza è parte integrante della richiesta stessa, pertanto, deve spiegare in modo chiaro e conciso qual è l’errore commesso dall’Istituto e allegare la documentazione che dimostra l’errore, detta prova documentale (es. copia del versamento, estratti Uniemens, circolare INPS).
Tra i suoi vantaggi, va segnalato il fatto che è gratuita, veloce e non necessita di patrocinio legale.
Un aspetto molto importante è che l’INPS non ha l’obbligo di rispondere all’istanza di autotutela. Se l’Istituto non risponde o la respinge, l’azienda dovrà procedere con il ricorso amministrativo per bloccare la pretesa contributiva.
Se la contestazione riguarda questioni più complesse, interpretazioni normative o se l’autotutela non ha avuto esito, l’azienda deve avviare il ricorso amministrativo. Questo è l’atto formale che precede, in caso di esito negativo, l’azione in tribunale.
Il ricorso deve essere presentato al Comitato competente dell’INPS, ossia l’organo interno incaricato di esaminare i ricorsi amministrativi relativi ai provvedimenti dell’Istituto.
I comitati non sono tutti uguali: ne esistono diversi, ognuno con competenze specifiche, ad esempio, in materia di contribuzione, agevolazioni, ammortizzatori sociali o prestazioni assistenziali.
Si tratta di organi collegiali composti da rappresentanti dei lavoratori, dei datori di lavoro e dell’INPS, che decidono sulla base della documentazione presentata e delle norme applicabili al caso.
Il ricorso ha l’effetto di sospendere temporaneamente l’azione di recupero crediti da parte dell’INPS, ad esempio, l’iscrizione a ruolo della somma o il pignoramento.
Il ricorso deve essere presentato entro 90 giorni dalla notifica dell’atto, sia esso un verbale o un avviso, che si intende contestare. Sugli atti amministrativi sono sempre indicati in calce i metodi, le tempistiche e le modalità con cui si può procedere al ricorso amministrativo.
Attraverso il ricorso, l’azienda espone in dettaglio le ragioni del dissenso, citando norme e giurisprudenza. Il Comitato valuterà la fondatezza della richiesta in un contesto più formale e con il coinvolgimento di esperti. Se il Comitato Provinciale respinge il ricorso, l’azienda ha la possibilità di appellarsi al Comitato Regionale.
Il contenzioso contributivo spesso viene interpretato come una scocciatura burocratica, ma le sue implicazioni sono più profonde, in quanto possono dare luogo a un rischio finanziario significativo.
Pertanto, quando si riceve un atto di tale genere è indispensabile non tergiversare e seguire i seguenti passi:
Ignorare un avviso INPS comporta l’automatica esecutività del credito e il rischio di sanzioni maggiorate. Agire con cognizione di causa è fondamentale per la tutela del bilancio aziendale e per l’efficientamento dei costi contributivi.

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