Recupero degli incentivi all’assunzione pregressi: cosa devono sapere le aziende con alto turnover

Il turnover del personale è un fenomeno che interessa moltissime aziende: se entro certi limiti può essere considerata una situazione fisiologica, in alcuni casi può trasformarsi in patologica e portare criticità all’azienda stessa.

Tuttavia, in entrambi i casi, le aziende con alto turnover potrebbero scoprire di non aver sfruttato nei cinque anni pregressi degli esoneri contributivi a cui potrebbero ancora avere la possibilità di accedere.

EfficientamentoFacile - Come recuperare gli esoneri contributivi

Turnover del personale: che cosa si intende

Il termine turnover aziendale o turnover del personale indica il tasso di ricambio del personale all’interno di un’azienda e può riguardare sia l’entrata sia l’uscita dei dipendenti.

Si parla di turnover in entrata quando si fa riferimento all’assunzione di personale per coprire nuove posizioni o per sostituire personale che ha lasciato l’azienda. Se si verifica un elevato turnover in entrata, può significare che l’azienda sta investendo in nuove risorse umane. Tuttavia, questo fenomeno potrebbe anche nascondere una pianificazione non ottimale.

Viceversa, quando si parla di turnover in uscita, si fa riferimento ai dipendenti che lasciano l’azienda per dimissioni volontarie, per pensionamento o per riduzione del personale. Anche in questo caso, un alto turnover potrebbe essere indice di criticità all’interno della gestione aziendale o di condizioni di lavoro inadeguate.

In genere, avere un equilibrio tra turnover in entrata e in uscita potrebbe essere indice di un sostanziale equilibrio che garantisce una forza lavoro stabile. Tuttavia, un’alta frequenza di entrambi può indicare volatilità del personale.

Turnover fisiologico e patologico: le differenze

Che all’interno delle aziende ci sia un ricambio di personale, entro certi limiti, è normale, soprattutto quando le aziende hanno molti dipendenti.

I pensionamenti, i cambi di prospettiva, il desiderio di esplorare nuove possibilità, le mutate condizioni familiari, etc., sono tutte motivazioni che possono spingere i dipendenti a dare le dimissioni. Per quanto, in certi casi, le dimissioni volontarie possano mettere in difficoltà le aziende, che si trovano a dover sostituire figure professionali inserite nell’attività e con una certa esperienza, spesso sono situazioni inevitabili. In questi casi, si parla di turnover fisiologico e può essere utile a rinfrescare le risorse e a dare nuova energia lavorativa all’azienda.

Tuttavia, quando i cambi di personale sono molto frequenti e nascondono altri tipi di motivazioni, come insoddisfazione personale, stress, difficoltà di inserimento o burnout, si parla di turnover patologico.

Turnover del personale: le aziende più colpite

Negli ultimi anni, un trend significativo ha destato l’attenzione nel panorama lavorativo europeo: l’aumento delle dimissioni volontarie, in particolare in nazioni come Italia, Spagna e Francia. Questo fenomeno ha innescato una serie di conseguenze nelle dinamiche di lavoro, tra cui un incremento dei posti vacanti.

In Italia, il fenomeno del turnover ha avuto un impatto particolarmente forte nel settore dei servizi rispetto a quello industriale. Le aziende più piccole sembrano essere le più colpite da questo fenomeno, con le grandi imprese che sembrano invece riuscire a gestire meglio la frequenza del cambio di personale. Inoltre, si è osservato che il turnover volontario tende a essere più elevato nelle aziende di dimensioni ridotte, un segnale che potrebbe riflettere le maggiori difficoltà di queste realtà nel mantenere i loro dipendenti a lungo termine.

Turnover elevato: un’opportunità per efficientare gli esoneri non goduti

Anche se il turnover aziendale spesso per l’azienda rappresenta una criticità da gestire, può nascondere opportunità non così evidenti, soprattutto in termini di incentivi all’assunzione non sfruttati.

In aziende con un alto tasso di ricambio, è frequente che gli esoneri contributivi destinati a nuove assunzioni o a determinate categorie di lavoratori non vengano utilizzati nel modo più efficace. Ciò si verifica principalmente perché, con frequenti cambi di personale, può diventare difficile tenere traccia di quali incentivi contributivi siano stati applicati e quali siano ancora disponibili o recuperabili.

L’identificazione e il recupero di questi incentivi non utilizzati possono quindi trasformarsi in vantaggio economico per le aziende, tale da permettere di ottimizzare finanziariamente la gestione del personale nonostante il turnover elevato.

In questi casi, però, il processo per ottenere il recupero può essere più lungo rispetto a quelle aziende in cui c’è poco personale o comunque un turnover più ridotto: tutto ciò richiede una conoscenza approfondita delle normative vigenti e delle procedure per l’efficientamento. Pertanto, la soluzione ideale è quella di affidarsi ad aziende specializzate nel settore.

EfficientamentoFacile per il recupero degli esoneri

EfficientamentoFacile è il servizio di Prospettiva Lavoro dedicato al recupero degli esoneri contributivi.

I motivi per le aziende con alto turnover per i quali affidarsi a questo servizio sono numerosi e interessanti:

  • Gli esperti di EfficientamentoFacile hanno una conoscenza approfondita della legislazione e sono aggiornati sulle ultime novità nel settore, pertanto, sono in grado di affrontare qualsiasi complessità trovando la soluzione ideale.
  • Prospettiva Lavoro ha sviluppato un software in grado di velocizzare l’analisi e di ridurre la documentazione richiesta, rendendo più snello per l’azienda l’attività di recupero dei dati.
  • Il costo per l’azienda è legato alla possibilità di recupero degli esoneri: nel caso la procedura vada a buon fine, verrà trattenuta una percentuale sui rimborsi e sui risparmi, altrimenti nulla sarà dovuto.

Condividi sui tui social

Altri articoli che potrebbero interessarti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *